Alpha Long Short

Alla ricerca del rendimento perduto

Take profit?

Le attività più rischiose sono state sostenute da ulteriori segnali di stabilizzazione dello scenario macroeconomico. In particolare, sul finire della settimana sono stati pubblicati dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti che hanno rinvigorito il sentiment degli investitori, i quali si sono mostrati comunque già piuttosto allineati con il giudizio del consensus – ovvero, che la recessione è con molta probabilità giunta a conclusione, almeno negli Stati Uniti. 

In effetti, i dati a supporto di una valutazione positiva sul trend in miglioramento nell’economia globale sono molti: oltre al citato progresso del mercato del lavoro – almeno in termini di minori tagli occupazionali – si è riscontrata una certa ripresa del comparto immobiliare, sebbene in questo caso vi possano essere anche elementi stagionali che hanno influenzato alcune rilevazioni statistiche.

Certo è che le imprese, i cui risultati hanno sorpreso al rialzo le attese degli analisti, sono riuscite a lavorare molto bene sul fronte dei costi e, nonostante una top-line in calo evidente, hanno mantenuto i margini, con la possibilità quindi di beneficiare maggiormente di una ripresa dell’economia mondiale nei prossimi mesi (grazie al cosiddetto operating leverage).

È interessante notare come i mercati emergenti abbiano sottoperformato nell’ultima settimana, soprattutto a causa delle perdite registrate da Cina e India. Soprattutto per quanto riguarda la prima, il mercato ha mostrato un certo nervosismo alla notizia che la Banca Centrale e il Governo si stiano mostrando piuttosto sensibili alla crescita eccessiva dei prestiti all’interno del paese, con la possibilità quindi di poter mettere un limite alla politica molto espansiva finora attuata.

La view d’investimento sinora espressa ha dato buoni risultati e il mercato si è allineato – alle volte anche in modo assai brusco – allo scenario di ripresa forte della produzione industriale. Ora è importante trovare conferme che la ripresa osservata non sia solo un aggiustamento tecnico dopo un crollo molto forte della produzione, ma che trovi sostegno anche nel medio termine. Sarà quindi importante monitorare anche le politiche monetarie e fiscali: il rischio, infatti, è quello che i policy-makers si mostrino troppo aggressivi nel dare avvio alle proprie exit-strategies.

Non sarebbe imprudente trarre profitto da questo forte movimento al rialzo. Nel breve termine, molti indicatori di sentiment sono moderatamente negativi sull’azionario: tempo forse di mettere un po’ di fieno in cascina?

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